Una delle voci di spesa che devono essere prese in considerazione al momento dell’acquisto di una casa sono le imposte da pagare sulla stipula del contratto di mutuo. Ancora una volta ci viene incontro l’agenzia delle entrate con la sua guida già destcritta nel precedente articolo sulle detrazioni fiscali.
Le spese sono diverse a seconda di chi concede il mutuo facendo dinzione tra banche (assoggettate all’imposta sostitutiva sui finanziamenti) e le imprese non bancarie (assoggette alle imposte ordinarie previste sugli atti). Ma iniziamo a vederle nel dettaglio.
Tra le eventuali altre le principali imposte da versare per mutui erogati da imprese non bancarie sono:
- l’imposta di registro fissa sul contratto di finanziamento (pari a 168 euro);
- l’imposta proporzionale (nella misura di 0,50%) sulle garanzie rilasciate da soggetto diverso dal debitore;
- l’imposta proporzionale ipotecaria per l’iscrizione (2%) e la cancellazione (0,50%) delle ipoteche concesse;
- l’imposta fissa di bollo sul contratto di finanziamento (pari a 14,62 euro per ogni foglio) e sulle ricevute di pagamento delle rate (attualmente 1,81 euro per esemplare);
- l’imposta proporzionale di bollo (nella misura del 12 per mille) sulle cambiali rilasciate.
Tra le eventuali altre le principali imposte da versare per mutui erogati da banche sono:
- l’imposta sostitutiva sui finanziamenti la cui applicazione determina l’esenzione dall’imposta di bollo, dall’imposta di registro, dalle imposte ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative. L’applicazione dell’imposta sostitutiva non determina invece l’esenzione totale dell’imposizione sulle cambiali, emesse in relazione alle operazioni di finanziamento bancario a medio e lungo termine, che rimangono soggette ad imposta di bollo nella misura dello 0,1 per mille (anziché del 12 per mille).
- L’aliquota dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari a medio e lungo termine è pari allo 0,25% o al 2% dell’importo erogato, a seconda che si tratti di prima casa o meno.
Per maggiori informazioni o casistiche particolari la guida citata dell’Agenzia delle entrate risulta essere una buona base di partenza.
A presto,
Bartolomeo S.
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