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Il mutuo: prima di sceglierlo

16 Febbraio 2010 · Nessun commento

In questi giorni ho cercato di darmi una risposta sensata ad una domanda che mi tormentava. Ossia perché esistono così tante proposte apparentemente diverse di mutuo sul mercato e perché i consumatori non si dirigono su La più conveniente. Penso di aver capito che non esiste un parametro oggettivo per determinare La più conveniente.

Scegliere il mutuo adatto alle proprie esigenze non è semplice ed immediato. Le offerte sul mercato sono molteplici e spesso si differenziano tra loro non per una reale economicità dell’uno rispetto all’altro ma per come si adattano alle singole esigenze del potenziale cliente.

Per capire meglio: una banca è pur sempre una realtà che deve generare guadagno. Quando viene immesso sul mercato un nuovo prodotto di tipo mutuo questo sarà modellato secondo delle previsioni che la singola banca farà rispetto all’andamento dei tassi di interesse.  Una previsione è di per se sempre una scommessa ma statisticamente in media il mutuante (l’istituto che eroga la somma di denaro) calcolerà di avere i medesimi guadagni sui vari tipi di mutuo in base ai rischi che comporta il prestito.  Per questo dobbiamo innanzi tutto essere consapevoli che dal punto di vista statistico (se consideriamo i rischi legati all’andamento dei tassi di interesse, dell’inflazione, etc..) le varie tipologie di mutuo potrebbero portare al medesimo risultato.

A questo punto per scegliere entrano in gioco dei fattori personali come: la propensione al rischio, la stabilità finanziaria, le proprie previsioni sull’andamento dei tassi, la propria condizione socio-economica, etc. Per questo prima di scegliere un mutuo è meglio mettersi a tavolino e guardarsi intorno per analizzare la propria situazione.
Qualche consiglio per iniziare ad orientarsi:

  • Check up finanziario: molte banche o istituti ne propongono di gratuiti e permettono di capire lo stato attuale delle proprie finanze. Questo passo può aiutare a capire ad esempio l’importo della rata che può essere sostenuta. Una possibile strategia è quella di analizzare le proprie entrate (fonti di reddito) ed uscite (spese fisse, altri finanziamenti in corso, bollette, spese varie) e vedere quanti soldi potremmo essere in grado di mettere nel mutuo senza rimanere con l’acqua alla gola.
  • Tipologia di reddito: avere un reddito fisso (ex lavoro dipendente), variabile (ex libero professionista) o stagionale (ex un gelataio) può variare molto sulla scelta. Ad esempio chi ha un reddito fisso nel tempo per evitare sorprese può dirigersi verso mutui a tasso fisso o a rata costante (vedremo la differenza nei prossimi articoli) che peseranno sul reddito sempre per la stessa quota. Un libero professionista potrebbe puntare su un tasso variabile scommettendo che in caso di aumento dei tassi di interesse migliora anche lo stato dell’economia in genere e quindi i proprio introiti. In caso di entrate di tipo stagionale ad esempio potrebbe far comodo forme di mutuo alternative (ex mutuo libero).
  • Propensione (e soprattutto possibilità di esporsi) al rischio: mutui a tasso variabile sono pur sempre scommesse ed è di comune pensiero che si debba evitare di esporsi a questo rischio se non si è in grado si sopportare una aumento del 30% della tassa del mutuo. Da ricordare che in generale i tassi variabili stanno per molto tempo sotto il valore del tasso fisso, ma la rata del mutuo va pagata ogni mese anche quando i tassi raggiungono dei picchi elevati.
  • Durata: aumentare la durata del mutuo permette di abbassare l’importo della rata ma vale la pena pensare alla propria età ed a come può variare la nostra condizione nel tempo.

Questi sono solo alcuni spunti di riflessione sui quali vale la pena soffermarsi un minimo a riflettere. Per ottenere migliori risultati dei professionisti potrebbero essere più adatti a guidarvi e consigliarvi.

A presto,
Bartolomeo S.

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Categorie: Mutui
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